E’ scomparso in agosto Samir Amin, l’economista egiziano, autore de Lo sviluppo ineguale, comunista e perfino maoista, ma ostile alla dittatura, si chiamasse anche Nasser o rivoluzione islamica. Un internazionalista dalla parte dei poveri che leggeva lo sfruttamento neocoloniale come cifra del sistema capitalista. Pur ritenendolo destinato alla fine, ne denunciava il pericolo terminale, causa di squilibri dannosi: Letto oggi, sembra “sovranista” nella sua richiesta ai paesi dominati di cercare “una sovranità popolare opposta alla sovranità nazionalista borghese“. Ma è stato importante avere centrato la sua critica politica sulle responsabilità occidentali e il diritto al protagonismo autonomo della propria storia e del proprio sviluppo dei popoli allora chiamati “del terzo mondo”.

 

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