Né Schultz né Merkel sono nati toscanacci e non hanno mai usato il verbo rottamare; parlano compostamente anche quando alzano la voce, e ragionano nel merito. Sono soggettivamente rilevanti, ma l’ingombro non è mai eccessivo. Tuttavia stanno inchiodando il difficile post-elezioni su punti d’onore incomprensibili: Schultz pensa di migliorare le posizioni con nuove elezioni? forse ha ragione, ma per poca roba, mentre se ne potrà avvantaggiare l’Afd “destrissima”. E Merkel incomincia a diventare “antipatica” senza essere Renzi.
Da noi a sostenere la scissione di sinistra, non si sa per quale specifica follia (non possono nemmeno contrattare un numero di posti garantito), democristiani come Angelo Sanza, già demitiano e altri ultrasettantenni di Sinistra di base o di Forze nuove che avrebbero guadagnato un posto in paradiso se avessero capito che era Berlinguer che andava sostenuto sulla “Questione morale”. Quello era il tempo di una “conversione”: invece la contrapposizione calcistica (e impolitica) ha sempre impedito di cogliere il tempo in cui passa la Storia. Così, la Presidenza della Repubblica se la prese Cossiga al primo voto, con Natta pronta a seppellire Berlinguer.

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