Ci fu un film storico con questo titolo, ma nessuno può credere che parli di cose simili agli attuali contratti e al welfare conquistato ma pericolante. Oggi il lavoro – fortunatamente nominato in testa alla Costituzione – è scivolato senza chiedere il permesso alla Camusso. La quale può criticare il settarismo da rivoluzione fascista dei sindacati minoritari che si mantengono producendo casini; ma deve capire che la Cgil se non vuole diventare un ente inutile, deve mettere in moto (e con urgenza) ipotesi di lavoro che prefigurino trasformazioni strutturali: lo sciopero oggi difende solo gli occupati garantiti che vogliono (giustamente, perché no?) non protrarre i contratti e ottenere qualche aumento per sé, sapendo che non riusciranno più a fare traino per i più svantaggiati. Urge pensare a telelavoro, precariato, lavoro degli immigrati (p. es. le badanti), lavoro nero: questi lavoratori/lavoratrici potranno mai essere indotti a scioperare? Allora: che tempi di attesa ci diamo per cercare (e se non si cercano non si trovano) nuove difese dei diritti?

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