Una cosa bellissima. Una cartolina da Sergio: non ci vediamo quasi mai, ma è davvero un amico. Aveva per caso preso posto vicino a me nel 1977, direi, ad Algeri, alla Conferenza sull‘imperialismo culturale organizzato dalla “Lega per la liberazione dei Popoli” di Lelio Basso: nel parlarci avevamo trovato idee comuni, quindi venne la confidenza: candidamente si confessò un disertore: era deciso a obiettare, ma doveva finire un corso di filosofia in Germania. Per restare amici, a Roma lo invitai a pranzo; mi riaccompagno a Montecitorio e l’incontro finì con una scena da film: io, la deputata della legge sull’obiezione di coscienza,  che entra passando tra i militari di guardia che presentano le armi e ride voltandosi oltre il portone a salutare, mentre Sergio, il disertore dalla piazza ride anche lui battendo le mani sulle ginocchia. Esilarante. Poi successe che lo andai a trovare in ispezione formale, in compagnia del radicale Cicciomessere, nella fortezza di Gaeta dove scontava la pena prevista dall’assenza di quella legge che entrambi, lui con maggior impegno e testimonianza, cercavamo. Infine Sergio fu eletto – partito dei Verdi – l’anno in cui uscivo io: per me un cambio della guardia simbolico. Oggi arriva la cartolina: Sergio, andato a Vilnius per un progetto UE, si era preso un po’ di tempo per “un pellegrinaggio nei luoghi di Kant” e mi ha mandato la cartolina con l’immagine del nostro filosofo. Bellissimo!

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