ARRIVATI A META’ LUGLIO
Giancarla Codrignani
* Le semplificazioni. Bruno Tabacci è una persona seria che in Parlamento ha detto che il decreto “Rilancio” (266 articoli, 495 pagine) richiede 148 decreti applicativi, cioè piano, con calma. Ma si doveva votare anche il decreto “Semplificazione”, che con l’aggiunta di un “salvo intese” lascia il punto interrogativo: quanti decreti applicati per semplificare? Salvo sorprese in Parlamento, difficili perché la destra si guarda bene dal rischio di andare al governo, ma sembra che siamo sull’orlo del baratro: quale l’effettività del rilancio, data la pericolosità di aver stravolto il codice degli appalti? Sulla proclamata “rivoluzione” Sabino Cassese è scettico.
* Sul digitale, che viene prima di tutte le progettazioni, Conte offre “una strada a scorrimento veloce, un rapporto leggero a portata di click fra le persone e lo Stato”. Sulla riforma del fisco si dice che sarà “equo, semplice e trasparente”. Se manca “la domanda”, a settembre le imprese abbassano i costi , ma riducono anche le spese, cioè licenziano. Non se ne esce dando erogazioni alle imprese, ma aumentando l’impiego di gente nella sanità, l’educazione, i servizi dello Stato: ci vuole un piano (e un bilancio). Se sono già stati spesi 179 mld., come colmare il gap? I miliardi promessi dall’Europa saranno decisi da Consiglio, con i paesi “frugali” in maggioranza (ma tanto ci vorrebbe l’unanimità)…. siamo alla pelle dell’orso venduta?
* Sull’ambientale: misurare l’urgenza, se la citta siberiana di Verkhojansk era la città più fredda del mondo (-68) è arrivata a +38….
* Conte ha incontrato Merkel: dopo la vittoria dei conservatori in Polonia, ovviamente possiamo ridurci al solito cappello in mano, ma per il paese ricco (di ricchezza privata che tiene lo Stato in povertà per mancata riforma fiscale e grande corruzione nonché mafie) non ci sarà indulgenza nel Consiglio. Intanto il governo ha già impegnato i soldi del Recovery Fund. Il cittadino onesto e un po’ ottuso olandese che cosa farebbe?
* Avendo io visto Craxi ricevere Berlusconi (in albergo, non a palazzo Chigi dove è stato ricevuto Casaleggio), oppure Tanassi condannato ai lavori sociali e il nostro “popolo sovrano” eleggere Berlusconi e amare Salvini, non mi scandalizzo nemmeno per Casaleggio ricevuto a palazzo Chigi. Solo che Conte per il CoronaVirus chiede lo Stato di emergenza e si spaventa anche Cassese. Basta impegnarsi bene per l’emergenza… altrimenti si sospetta che vuoi governare senza andare in Parlamento.
* L’ “onestà” del M5S e Conte nei confronti di Benetton: giusto punire l’autore di un crollo per incuria del ponte di Genova (a parte gli altri ponti). Ma giusto pensare all’interesse di Autostrade, delle migliaia di lavoratori da tenere in sicurezza, di non caricare il paese a miliardi di danni di una causa certa. La disonestà della destra che, si tempi di Berlusconi, con la Meloni ministro e Salvini deputato votante ha rinnovato l’accordo Atlantia. Se lo prende in carico l’Anas, torniamo all’ “esemplarità” tipo Alitalia.
* Sul Covid è necessario condividere il coraggio di dirci la verità: se dopo il giusto sacrificio della segregazione è stato necessario tornare a produrre e lavorare per rischi di povertà ben peggiori (e forse le antiche pandemie producevano milioni di morti nei due anni storici della durata mettendoci anche i morti di fame), adesse si deve essere prudenti perché stiamo tutti condividendo il rischio. Per l’apertura delle scuole a settembre, inutile comperare i banchi: assumiamo personale per provvedere alle continue sanificazioni delle classi e facciamo entrare con il controllo della temperatura e la disinfezione delle mani. Dopo siamo tutti a rischio, giovani e adulti.
* Umana imbecillità: oltre l’abbattimento dei monumenti “razzisti” cambia nome la squadra dei Redskin. Come se avere le “riserve” per i nativi americani o non rendersi conto che non c’è stato mai negli Usa nessun indiano (l’India è lontana) e nemmeno dire America è politcamente corretto. La scuola non dà coscienza storica….
* Così nessuno capisce perché Erdogan riesce a far sognare il ritorno dell’Impero Ottomano, fa moschea di Santa Soffia (che la prima volta che sono stata in Turchia, anni Cinquanta, era museo, ma con i mosaici coperti dall’intonaco bianco – è un ricordo architettonico da sogno), è contro Israele, sta in guardia con gli sciiti, non con i sunniti. La memoria remota non è stata scalzata da Ataturk e la laicità non si impone perché conviene.
* E fare memoria di Srebrenica sarebbe ipocrita se non pensassimo che il Kosovo era/è tornato ad essere islamico e la Serbia fu l’antemurale contro gli infedeli quando i turchi arrivarono alle porte di Vienna.
* E non preoccuparsi per la sconfitta del pur apprezzatissimo sindaco di Varsavia democratico nelle elezioni polacche, significa non tener conto che la cultura popolare diversifica – ma mette anche baratri – tra città e campagna, paesi già zaristi oppure già sovietizzati, maggioranza cattolica conservatrice e ostile a papa Francesco contro cattolici conciliari ostili a papa Woytjla, nazionalisti che non riescono ad essere laici. Non in queste misure, ma succede anche da noi.
* La cosa più bella che potesse accadere in questi giorni: non l’incontro sul posto delle foibe e sul palazzo sloveno distrutto dai fascisti tra Mattarella e Pakor, non la loro stretta di mano; ma la mano nella mano. Sono la solita femminista: se le donne hanno inciso un poco sul patriarcato è in questo modo “diversamente simbolico”.
* Ultimo non-moralismo: urge una riformulazione di legge sulla Cassa Integrazione. Se finisce senza nuova regolamentazione a settembre corre pericolo la democrazia.

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