E’ davvero così realista, sulla questione “tasse”,  l’accusa di favorire i ricchi? Se anche i miei vicini di casa non certo abbienti posseggono un appartamentino al mare o in montagna, i superattici e i castelli possono davvero essere “prime case”?
Molto meglio, a mio avviso, pretendere un’accelerazione alla pubblicazione del nuovo catasto, che va troppo a rilento: solo dalle mappe incrociate dei territori risulteranno le differenze di proprietò di cui terrà conto l’Agenzia delle entrate.
Giustissime sono le critiche sulla liquidità personale estesa a tremila euro: sarebbe ora di educare gli italiani a spendere usando il bancomat anche al bar, come in molti paesi europei: gli scippi non farebbero paura, i complici della corruzione e gli insipienti che non ritirano lo scontrino diventerebbero buoni cittadini loro malgrado e gli evasori sarebbero obbligati alla trasparenza; con beneficio della moralità pubblica e delle entrate.

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