Chi lo sapeva che il Concilio di Trento ha imposto il matrimonio con un decreto chiamato dal suo incipit “Tametsi”?
Infatti, “nonostante” riconoscesse come matrimoni quelli informali della tradizione, fissò la validità della “forma” che rendeva qualunque altro matrimonio non solo illecito, ma invalido. Quindi dalle pubblicazioni alla celebrazione del parroco, ai testimoni e alla trascrizione sui registri parrocchiali, l’unione diventava “ufficiale”. Sotto l’egemonia e il controllo di santa madre chiesa.
Personalmente penso che “tametsi” (“nonostante”: il rito è carino), meglio la libertà. Ovviamente non tanto di me donna, ma dell’amore.

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