Mi viene in mente che bisogna distinguere l’utopia che è un modello di “mondo possibile” tra tanti e l’utopia come fine (telos) di un cammino. Mi pare importante pensarci, perché in una modalità o nell’altra il nostro tempo ne ha bisogno. Infatti sarebbe giusto il momento di avere la mente ben proiettata oltre il quotidiano a cercare non i conflitti e la guerra, ma una specie di quel nuovo rinascimento a cui mi piace di rivolgere l’immaginazione. Mi fa paura pensare che ci manca Leonardo e abbiamo Zuckenberg: almeno ci fosse un Ariosto….

Condividi