La propaganda elettorale M5S palesa l’intento autoritario senza trovare contrasti scandalizzati. Sempre le gerarchie dei principi comunisti o liberali: non “giustizia e libertà”, ma “giustizia vs libertà”. Ogni partito presume di conoscere il bene del paese, se ne fa garante attraverso gli eletti che, in quanto partito ha solo indicato come eleggibili: la sanzione formale è quella del popolo. Che non andrebbe imbrogliato, anche se un popolo di scolarizzati dovrebbe essere invulnerabile e saper votare con la propria testa. Al partito dell’eletto (come dell’iscritto) va la lealtà, non la coscienza. Che deve essere libera. In Italia si tende alla frammentazione moltiplicata e si “crede” nel proporzionalismo, come se nelle riunioni condominiali non ci si dovesse arrendere a votare solo pro o contro. La SPD tedesca è un grande contenitore della socialdemocrazia: al Congresso si contrappongono le diverse correnti, si vota e la linea vincente vale per tutti fino al prossimo congresso.
Il Parlamento è libero, non comandato. Molte “battaglie” parlamentari vertono sui “principi” e il divorzio ha avuto cattolici infedeli rispetto alle imposizioni della Chiesa e della DC, come speriamo che negli Usa molti repubblicani votino, se ci sarà una proposta, contro la libera vendita delle armi insieme con i democratici, anche contro il loro Presidente. A proposito: per discutere di vincolo di mandato occorre la proposta di revisione costituzionale, il consenso della Consulta e un referendum; la campagna elettorale serve solo a far propaganda strumentale e fa pensar male di chi ha l’espulsione facile e vuole comandare il suo gregge nominato elettronicamente con pochi voti.

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