ZINGARETTI VISTO DA UN ALTRO che non sono io (tanto per non sentirsi troppo pessimisti)

Zingaretti è in fortissima difficoltà. Prima è stato costretto all’abbraccio mortale di Governo con i cinquestellini, peraltro inevitabile se non si voleva avere un Governo Salvini-Meloni. Poi ha pattuito il voto favorevole a questa folle e demenziale legge costituzionale sulla riduzione della rappresentanza parlamentare in cambio di una legge elettorale proporzionale con sbarramento nazionale al 5%, senza fare i conti con il mirabile Renzi, che infatti si è messo di traverso con i piedi sul tavolo e gli speroni da sceriffo bene in vista. Infine adesso, visto che non porta a casa niente e che soprattutto vede il partito, ormai cianotico, liquefarsi come un ghiacciolo al sole d’estate, fa il cattivo e l’arrogante, ponendo un ridicolo e disperato “ultimatum” sui tempi di approvazione della legge elettorale che vuole lui e che semplicemente non ha i voti. Infatti oggi il mondo trema (sic!) e l’esplosione di Beirut pare nulla davanti a questo truculento “diktat”.
Per non parlare del fatto che, nonostante una Lega in aperta crisi, il disastro delle sei elezioni regionali del 20-21 Settembre p.v. incombe.
Se poi vogliamo aggiungere che in Lombardia, davanti a un Governo regionale di destra travolto da ogni evenienza tragica oltre che giudiziaria, non sono nemmeno capaci di una minuscola mobilitazione politica. Ma dài…
Però molti compagni si ostinano a dire che Zingaretti sì che è di sinistra. Ma dài una seconda volta…

Comunque io continuo a oscillare come un pendolo dal brillante Renzi all’iracondo Calenda, continuo a sostenere il Governo di Sua Eccellenza Giuseppe Conte, che trovo comunque essere un buon Presidente del Consiglio dei Ministri in un frangente storico difficilissimo, continuo a pensare che in Lombardia dovremmo ascoltare una persona intelligente e capace come Gori che, nonostante l’antica direzione di rete a Mediaset e la moglie già annunciatrice di Canale 5, dice cose sagge e importanti sul futuro del centro-sinistra al Nord, continuo a sostenere la permanenza del permalosissimo Antonio Conte alla guida della Beneamata Inter e infine continuo a rafforzare la mia convinzione di votare NO al prossimo “referendum” costituzionale e a breve vi spiegherò le ragioni del mio voto.

Intanto ascoltiamo disciplinatamente le pie esortazioni di Zingaretti sul rispetto del distanziamento sociale, sull’obbligo di indossare la mascherina e sulla necessità di lavarsi frequentemente le mani. Politicamente oltre non va.

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